"Anna Francesca Gutris possiede la dote rara di chi rifiuta l'ovvietà
del reale. Certo, è impegnata nella figurazione, ma è pittrice
che evita il facile sentiero che porta, di solito, a ricalcare le orme
di quegli artisti storici, o storicizzabili, fedeli alla riconoscibilità
dell' immagine.
La Gutris approfondisce invece con originalità i soggetti presi
a cuore, lavora di olio e di spatola, non cede mai alla retorica della
sottolineatura troppo descrittiva. Riesce ad essere calda e, nel contempo,
immaginifica nella sua lucida espressività ottenendo dal ricamo
figurale, sempre ben chiuso e concluso, una risoluta oggettività.
Per la nostra pittrice il cappello è un oggetto, una forma, direi
plastica, funzionale ad una micro messa in scena di altre forme che possono
essere lampade, guanti o ghirlande d'ornamento; il baule nella
sua semplicità quotidiana è innalzato a presenza nobile
e cromatica; l'ombrello è forma e colore: un gioco astratto di
squilli di rosso, di dolcezza di giallo, di blu mare.
Anna Francesca Gutris possiede un' indubbia maestria nel mischiare il
colore per rendere la materia dolcemente tonale. Ci si avvede di questa
alchimia soprattutto negli scorci di angoli boschivi, dove l'ombra ricopre
la luce, e la luce rivela alberi, salici verde chiaro. Certi suoi boschi
hanno il candore, esprimono la serenità di chi ama il silenzio,
la solitudine. E' pittrice dall'occhio attento per le atmosfere, in special
modo autunnali,quando i rossi divengono fuoco e i gialli parlano ancora
della vitalità della natura. La Gutris, quindi, è una poetessa
della tavolozza dalla mano sicura quando opera di spatola, una pittrice
che trasforma il silenzio in colore".
Paolo Levi
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"Le immagini di Anna Francesca Gutris rinnovano una coscienza delle figure e delle cose, il filo interiore e fantastico di un'operazione ricca di mediatività.
Ella formatasi all'esercizio postimpressionistico, dentro una realtà che vince il sogno, sviluppa i suggerimenti che le provengono dai frequentatori dei cafè-chantant, dei cabarets... in un'evocazione ritrattistica.
La sua pittura, testimoniale e contenutistica, spicca il volo da una filologia visiva, alla base della quale nasce il suo simbologismo…..verde, acqua e cielo si incrociano fra mille colori impressionisti.
Esiste al fondo di codeste immagini, un messaggio straordinario, un equilibrio non artificioso e un originalità aggiornata…..tutto è come scavato pittoricamente attraverso una tecnica veloce qual è la spatola.
Così ha contribuito alla creazione di un' immagine vibrante ed organica, analitica dal punto di vista del giudizio morale e della graficità specifica"
Carlo Franza
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"Colpisce, leggendo la biografia di Anna Francesca Gutris, la
molteplicità degli interessi in campo artistico e delle numerose
attività svolte con successo durante questi ultimi anni, dopo aver
seguito numerosi corsi relativi alla rappresentazione artistica e conseguendo
risultati di tutto rilievo.
Una personalità vigorosa e vivace la sua, come dimostrano soprattutto
le opere degli ultimi anni, in cui il colore emerge con prepotenza, sui
fondi chiari, ma al tempo stesso con armonica incisività e colpisce
il contrasto dei chiaro scuri, il rilievo di ciascun componente nelle
nature morte, vitalissime per il contrasto ed evidenti per la specificità
che ciascuno di essi assume nel combinarsi dei colori e nella eccezionale
efficacia prospettica.
Sono notevoli anche i paesaggi, i boschi, i prati percorsi da lucidi corsi
d'acqua e ravvivati spesso, tra il verde variegato delle fronde, da improvvise
illuminazioni di foglie rosse o sottolineati da primi piani di ombra densa
intesa ad evidenziare l'esplosione solare, sempre di grande effetto nella
prospettiva, dai fondali della campagna.
E ancora scorci di case in cui l'architettura è evidente
e perfettamente calibrata ed i colori vivi ed animati a suscitare l'impressione
di grande attualità o di edifici rurali di impostazione nostrana
e di gradevole effetto.
Ci sono spesso bei dipinti, di viva esplosione cromatica, capaci
di illuminare una parete chiara o una stanza in penombra, con la vivacità
di capi di abbigliamento disposti in dinamiche composizioni o con ponticelli
romantici che abbracciano le rive dei ruscelli dalle acque lucenti.
Nel complesso una produzione ricca, particolarmente sapiente e
vitale".
Gian Piero Rabuffi
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Un’arte dal fascino di grande intesità, anche se espressa con discrezione, quella di Anna Francesca Gutris.
Il suo itinerario si snoda nel tempo, animato da un costante messaggio poetico, ed ha coinvolto dopo l’iniziale processo formativo, esperienze che vanno dalle arti applicate, al “design” ed in particolare alla pittura.
La storia di Anna Francesca Gutris, è quella di una coscienziosa ed alacre artista figurativa che, con i suoi paesaggi e le sue nature morte, ha saputo sottrarsi “alla retorica della sottolineatura troppo descrittiva” utilizzando una tavolozza intrisa di toccante liricità che ha trasformato il “silenzio in colore”.
Questi colori accompagnandosi ad una attenta descrizione segnica, sanno rendere senza l’orpello dell’enfasi ma con mirabile veridicità, la ricchezza naturale dei fiori e degli alberi, la suggestione degli ambienti, ancora, la colloquiale realtà degli oggetti della nostra vita quotidiana.
Nelle scomposizioni pittoriche della Gutris, realizzate con mano attenta e sapiente, prende così consistenza un racconto, ravvivato da “una viva esplosione cromatica”.
Nella traslazione dalle realtà prese in considerazione, la pittrice si attiene ad un rigoroso senso del limite, non ricorre ad artifici, sembra richiamare le ispirazioni e gli incantesimi che furono propri dei celebrati maestri del Novecento italiano.
E’ questo il sigillo di un’arte realmente vissuta, che tuttavia appare raggentilita da un tocco malioso, da un’eleganza propositiva, un’arte certo capace di intessere un dialogo con la gente di questa nostra epoca, di dare un avvenire al seme della speranza.
Siro Brondoni
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Quando per la prima volta mi sono accostata alla pittura di Anna Francesca Gutris, stavo osservando una marina con le onde in agitazione e mi sono ritrovata immedesimata, soprapensiero, quasi travolta io stessa dalle onde. E’ stato così che l’artista mi ha incuriosita e in un pomeriggio di autunno ho deciso di contattarla per farmi raccontare la sua storia pittorica attraverso le immagini delle sue opere. Naturalmente, non ho potuto fare a meno di osservare come l’artista, che lavora sempre ad olio misto ad encausto steso a spatola e non usa mai i pennelli, passi da un genere all’altro con leggerezza, o meglio disinvoltura: un fare sciolto, spigliato, fluente. Paesaggi campestri, marine, nature morte; tutta una serie di molteplici soggetti e oggetti ritratti talvolta in movimento, tal’altra fermi, immobili. Parlo più che di rigida immobilità, meglio di quiete, riposo. Tale è il cappello forse temporaneamente poggiato su di una sedia o il cappotto appeso all’attaccapanni o gli scarponi sfatti, ormai troppo usati, ritratti in primo piano, oggetto e pure protagonisti della scena. Semplici cose che colpiscono perché seppure ritratte senza segni di moto, non appaiono inerti, paralizzate, rigide, ma piuttosto a me sembra, in attesa. Qualcuno di lì a poco passerà a riprenderle e laddove si tratta di indumenti li indosserà. Non è lecito sapere a chi appartengono né ci interessa… sono loro adesso gli attori principali, gli eroi: ecco le scarpe ormai dismesse che hanno sostenuto la fatica quotidiana di qualcuno, il cappotto rosso che ha assecondato la vanità e l’eccentricità di qualcun altro, il tutù da danza appeso alla gruccia in attesa forse della prossima esibizione. Biglietti da visita che la dicono lunga sul mattatore nascosto che mai conosceremo. Tutt’intorno quiete, serenità, riposo… una calma e una pace suggerita dalla tecnica ma non assecondata dal colore. Lo stile è quello del realismo dal fare descrittivo e l’atmosfera è pacata e limpida, la tecnica usata meticolosa, puntigliosa, raffinata allo stesso tempo. Di contro il colore è vivace, esuberante, talvolta impulsivo ma certamente vitale, sicuro come è sicura la mano dell’artista, Anna Francesca Gutris, che con serietà passa da una creazione all’altra rispondendo anche alle esigenze dell’attualità quali concorsi a tema, biennali, expo e da ultima la partecipazione al Cowprade, grande mostra itinerante di arte contemporanea che dal 1998 invade con le sue mucche le vie delle più grandi metropoli del mondo (New York, Chicago, Sidney, Tokyo, Parigi, Monte Carlo, Bruxelles, ecc.) e svoltasi a Milano dal 14 aprile al 17 giugno 2007, alla quale la Nostra ha partecipato con l’opera “In volo” selezionata per l’asta di Sotheby’s e sponsorizzata dall’associazione Wanba e Athena onlus a sostegno di un ospedale missionario in Africa.
Didi Cutrufo |
La spatola è per Anna Francesca Gutris uno strumento di costruzione del pensiero, tradotto in cifra pittorica su carta o su legno; così i quadri, nati da una gamma di colori densi e pieni, diventano finestre per entrare nella sua variegata realtà interiore.
Dopo un processo di sedimentazione poetica, le immagini emergono da temi che evocano presenze, impegnate a rischiarare una linea poetica intrisa di suggestioni.
La ricerca si sviluppa in un ambito pienamente inserito nell’aderenza della sua linea biografica, punteggiata da affetti, emozioni, ricordi, valori, riportati alla luce di una pittura, dove l’amore per la superficie va di pari passo con lo scatto verso la profondità del sentire, in quella zona dell’anima dove i simboli trovano riscontro negli oggetti, nei luoghi e nelle persone.
Pertanto i contorni delle figure non corrispondono fedelmente al reale, ma al modo con cui sono percepiti nel mondo circostante.
Da ARTE OGGI a cura di Enzo Santanese (editoriale Giorgio Mondadori) |